Chiedo umilmente scusa a Capperi e a Il Giornale per questo veloce Cut & Paste, ma mi è piaciuto troppo......
Da "Il Giornale", Salvo Mazzolini -24 ottobre 2005
Caro direttore, da quando è andato in onda lo show di Celentano, non vivo più. Come sai trascorro gran parte dell'anno a Berlino dove Adriano Celentano è popolarissimo, quasi quanto Trapattoni. In più i tedeschi hanno l'abitudine di prendere tutto e tutti sul serio. Anche il molleggiato. E così le gravi denunce contenute in Rockpolitik hanno avuto qui un'ampia eco. Ne hanno parlato giornali, tv, agenzie, siti internet. E anche io sono rimasto coinvolto. Molti colleghi che si occupano di cose italiane o di libertà di stampa mi hanno telefonato per avere chiarimenti. Soprattutto volevano sapere in base a quali criteri era stata stilata la graduatoria che vede l'Italia collocata tra i Paesi dove più forti sono le restrizioni alla libertà di espressione, più forti che in Paesi del terzo e quarto mondo come il Ghana e il Benin. Me la sono cavata telefonando alla Rai dove un funzionario gentilissimo (voglio citarlo: Dicaro) mi ha dato i numeri di telefono di Freedom House, autrice della classifica, che ho passato ai miei allarmati interlocutori tedeschi. Pensavo che tutto finisse lì. E invece era solo l'inizio di un tormentone che ancora continua. Avendo saputo da Freedom House che il pessimo piazzamento dell'Italia era dovuto all'arresto di Lino Jannuzzi, i miei interlocutori mi ritelefonano per sapere chi è Jannuzzi.
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Per andare all'articolo...
La carbonara è Rock, la minestra in brodo è lenta.
La guerra è lenta, l'amore è Rock.
L'Uomo è lento, la Donna è Rock.
Le rifatte sono lente, le naturali Rock.
Parlare di Rock (e cantare bee bop a lula) al giorno d'oggi risulta un po' datato, altro che moderno e giovanile. E fatto da un uomo che gli eccessi del Rock non li ha nemmeno vissuti, suona quanto meno stano.
E poi il momento Santoro, dopo il quale la domanda è nata spontanea. Come è stato possibile che gente del calibro di Santoro o Nonno-Biagi siano diventati e passino attualmente per Martiri della libera informazione, reduci delle purghe Berlusconiane?
Comunque, un buon articolo sul programma di ieri sera di Celentano è quello di Gramellini sulla Stampa.