Della sinistra da salotto col fior fiore della gerontocrazia gauchiste, descritta da Sabelli Fioretti nell'intervista alla signora Verusio sul numero scorso del Corriere Magazine? Molto stile (rigorosamente Krizia, come citava l'articolo), ma da quel che è dato sapere, anche tanta noia.
Oppure della sinistra di piazza no global-squatter-centrosocial-pacifista? Quella oramai padrona delle città, che può fare manifestazioni a favore della Palestina e contro Israele bruciando bandiere, contestare la Cdl dei neofascisti (così definita in un articolo della Repubblica) e Berlusconi a Genova, ma anche far impedire da parte del sindaco di Bologna l'utlilizzo di una piazza a quei tristissimi della fiamma tricolore per timore di contro-manifestazioni più o meno violente (la maggior parte violente).
Una democrazia dal bon-ton impolverato o una movimentista caciarona e un po' manesca? Di Governo o di Lotta?
Insomma, cosa ci aspetta nei prossimi cinque anni?
Come un branco di Lemming o una setta religiosa nipponica che pratica il suicidio di gruppo, così il popolo della sinistra italiana, dopo la parentesi dei girotondi e dell'esproprio, comincia ad appassionarsi all'idea dell'Espatrio di gruppo (nel caso "malaugurato" in cui il Polo vincesse le elezioni).
Nel 94 l'antesignano fu Arnoldo Foa (prontamente rientrato alla base alle successive elezioni), adesso lo minacciano Umberto Eco e, rammaricandosi per la raggiunta età stanziale, Andrea Camilleri.
Mi piacerebbe fare come Tom Wolfe, ed andare a salutare questi campioni del pensiero democratico all'aeroporto mentre se ne vanno verso lidi più civili e progressisti. Penso invece che mi toccherà per tutto il tempo della nuova legislatura averceli sui coglioni (Andrea's Version docet).